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Le Dolomiti di Brenta

La via Delle bocchette centrali


Cosa rende speciale l'Altopiano della Paganella, sono le montagne che le fanno da cornice: le Dolomiti di Brenta. Ammirarle dal basso è uno spettacolo unico … ma chi di voi le ha mai calpestate?
Pablo Neruda scrisse: "Se non scali la montagna, non ti potrai mai godere il paesaggio".
 
Oggi quindi vi voglio portare tra quelle cime e presentarvi una delle mie escursioni preferite: la via delle Bocchette Centrali.
Si tratta di una via ferrata nel cuore del gruppo di Brenta, iniziata a costruire nel 1936 dalla S.A.T. Questo sentiero offre la possibilità di godere di paesaggi e panorami mozzafiato tra le guglie più belle e famose delle Dolomiti.
 
Tutto il tracciato è attrezzato con cordini per la sicurezza dell'escursionista: è infatti obbligatorio l'uso dell'attrezzatura adatta (imbrago, moschettoni e caschetto).
 
Si parte dal Rifugio Pedrotti, a quota 2491m slm, e si arriva al Rifugio Alimonta, a 2580m. Il percorso non ha molto dislivello in salita (appena 300m), ma richiede una buona concentrazione, soprattutto in alcuni tratti più esposti.
La ferrata ha inizio poco sotto la Bocca di Brenta: una serie di scale di ferro di varia lunghezza e il passaggio tra cenge naturali, consentono di aggirare il versante ovest della Cima Brenta Alta e raggiungere la bocchetta del mitico Campanil Bass ( 2620m ). Da qui è possibile ammirare le cordate di arrampicatori impegnati sulle vie della parete. Proseguendo, si sale verso la Bocchetta Bassa degli Sfulmini, godendo della vista sul Campanile Alto. Si percorrono poi cenge scavate nella roccia per arrivare al punto forse più adrenalinico della ferrata: il sentiero Figari. Questo tratto a forma di ferro di cavallo, largo non più di 50 cm, si trova sul versante est della Torre di Brenta. Molto esposto, ma ottimamente attrezzato, fa provare emozioni incredibili… la vista è spettacolare!
In pochi minuti si arriva al caratteristico dente di roccia che sovrasta la Bocca Armi e si discende con una calata di scale metalliche alternata ad un cordino.
Da qui si può decidere di raggiungere il Rifugio Alimonta in poco meno di mezz'ora, scendendo lungo la Vedretta degli Armi, oppure si può tornare a Molveno scendendo dalla nuova ferrata dedicata a Felice Spellini, storica guida alpina e per anni gestore del Rifugio Croz dell'Altissimo.
 
 
 
 
15.10.2015
scritto da Piz Galin
 
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